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Monday, April 30, 2007

Didattica della Geografia in c-map





Le mappe concettuali

Il termine mappa concettuale è stato coniato da J. Novak e D. Gowin che, a partire dalla teoria cognitivista dell’apprendimento significativo, descrissero le strategie per sviluppare e utilizzare anche in ambito didattico questo strumento. I due studiosi sostennero che la rappresentazione grafica delle conoscenze “è un modo per far emergere i significati insiti nei materiali da apprendere”, in quanto costringe gli studenti a riflettere sulla natura delle conoscenze e sulle relazioni che vi intercorrono. Così come una mappa geografica serve per orientarsi in un territorio, una mappa concettuale è strumento per interpretare, rielaborare e trasmettere conoscenze, informazioni e dati, visualizzando l’oggetto della comunicazione, i concetti principali, i legami che essi stabiliscono e, di conseguenza, il percorso del ragionamento.
Possiamo, perciò, affermare che una mappa concettuale è la rappresentazione grafica di concetti espressi sinteticamente (parole - concetto) all’interno di una forma geometrica (nodo) e collegati fra loro da linee (frecce) che esplicitano la relazione attraverso parole – legamento.

Novak sostiene (2001, 22-23) che gran parte di ciò che si verifica nell'insegnamento e/o nell'apprendimento dipende dai metodi di valutazione utilizzati. La valutazione è significativa nella vita delle persone, poiché anch'essa può provocare dei cambiamenti nelle diverse dimensioni umane, cognitiva, emotiva, psicomotoria: un test d'ingresso per l'università, un test d'intelligenza, un test per un'assunzione, il voto di maturità o la laurea con lode, la patente di guida; ognuno di questi momenti di valutazione e molti altri, sono dei momenti significativi nella vita degli esseri umani.
Le mappe concettuali, quali strumento significativo, possono quindi essere impiegate per la valutazione diagnostica, in itinere, e per quella sommativa. La valutazione formativa svolta attraverso la costruzione di mappe concettuali e la riflessione su di esse, permette al docente di avere un'istantanea (Varisco, 1995) della mappa cognitiva del discente e della sua evoluzione nel tempo, di apprezzare i suoi spunti creativi, di cogliere i nodi irrisolti nel suo pensiero, le misconoscenze e le conoscenze ingenue. Basandosi su ciò che vede nella mappa concettuale il docente può capire dove ancorare i concetti che egli proporrà ai discenti, in modo da favorire processi di apprendimento significativo. Il docente può utilizzare le mappe concettuali al fine di permettere agli studenti di avere uno strumento di rilevazione del loro stesso apprendimento, finalizzato all'automonitoraggio. Le mappe concettuali aiutano lo studente a prendere coscienza delle proprie conoscenze e, nella loro revisione guidata, a sviluppare le proprie abilità metacognitive. Per mezzo di questo semplice strumento egli non si sente vincolato ad eseguire una performance limitativa del suo apprendimento (ad esempio: la risposta ad una domanda di un test a risposta chiusa), ma è libero di esprimere la propria particolare acquisizione di conoscenza e rappresentarla come meglio crede.
In questo modo lo strumento funge da guida anche per l'insegnante, che può ad ogni lezione auto-monitorare il proprio insegnamento. Le mappe, usate come strumento di valutazione formativa, permettono all'insegnante di venire a conoscenza (Varisco, 1995):
- dei diversi stili cognitivi di ciascuno studente, poiché la struttura della mappa tende a riprodurre il particolare stile cognitivo di ciascuno studente: esse possono avere struttura gerarchica o a grappolo (stellare), sequenziale (a catena) o narratologica; solo in parte la particolare conoscenza da rappresentare può influenzare lo stile della mappa (ad esempio, per le materie scientifiche la struttura gerarchica si adegua maggiormente).
- delle misconoscenze o delle conoscenze ingenue, che precedono l'insegnamento.- delle aree concettuali problematiche, seguite alla lezione, facilmente identificabili nei collegamenti mancanti o scorretti; (…)
Rispetto ai test a risposte multiple o aperte o alle prove orali, le mappe ovviano ai cosiddetti "difetti di comunicazione", sia da parte degli studenti (mancata o scorretta comprensione della consegna/domanda), sia da parte del docente (interpretazione arbitraria delle risposte verbali e scritte, mancanza di indizi semantici sulle motivazioni delle non risposte); in particolare, a differenza delle risposte agli items, le loro "omissioni" sono ricche di informazioni.- Le mappe concettuali ovviano alla scelta arbitraria e limitata delle unità di conoscenza sondate dagli items e dalle prove orali.
- Le mappe evolvono nel tempo, in relazione a quanto trattato nei diversi interventi formativi.
- Le mappe, usate come strumento di valutazione formativa di gruppo, incentivano la costruzione intersoggettiva di significato.
- Le mappe sono un ottimo strumento di introduzione al colloquio orale, per mezzo del quale, lo studente chiarisce a se stesso ed all'insegnante le aree concettuali problematiche della propria mappa cognitiva.
Le mappe concettuali sembrano rappresentare uno strumento didattico molto promettente. Interrogativi che potrebbero guidare future ricerche in proposito potrebbero riguardare, ad esempio, il ruolo delle mappe concettuali nella comprensione dei vari approcci cognitivi (e forse dei tipi di intelligenza, rifacendoci alla teoria delle intelligenze multiple di Gardner), oppure il modo con cui le mappe concettuali potrebbero affiancare i test attitudinali, nella determinazione delle abilità di base dello studente. Questo tipo di impiego potrebbe aprire la strada verso una formazione ed una valutazione più incentrate sullo sviluppo delle potenzialità e delle capacità dello studente, poiché i metodi valutativi quali i test attitudinali classici, tendono a dare giudizi correlati negativamente alle abilità creative della persona, limitandone la piena espressione delle potenzialità.

Bibliografia
Ausubel D.P. (1998), Educazione e processi cognitivi. Guida psicologica per gli insegnanti, Milano, Angeli
Bandura A. (1996) (a cura di), Il senso di autoefficacia. Aspettative su di sé e azione, Erickson, Trento.
Novak J. D. (2001), L'apprendimento significativo, Erickson, Trento.
Novak J. D., Gowin D. B. (1989), Imparando a imparare, Sei, Torino.
Trinchero R. (2002), Manuale di ricerca educativa, Franco Angeli, Milano.
Trinchero R., Todaro P. (2000), Nuovi media per apprendere. Principi di formazione a distanza in rete, Tirrenia Stampatori, Torino.
Varisco B. M. (1995), Mappe concettuali: una bussola per l'insegnamento-apprendimento universitario? Una ricerca pilota, in Vertecchi B. (a cura di), Per una nuova qualità della scuola, Tecnodid, Napoli.
Varisco B. M. (2000), Metodi e pratiche della valutazione. Tradizione, attualità e nuove prospettive, Guerini & Associati, Milano.
Varisco B. M. (2002), Costruttivismo socio-culturale. Genesi filosofiche, sviluppi psico-pedagogici, applicazioni didattiche, Carocci, Roma.





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docente di geografia « ὦ ξεῖν, ἀγγέλλειν Λακεδαιμονίοις ὅτι τῇδε κείμεθα τοῖς κείνων ῥήμασι πειθόμενοι » nec pluribus impar iterum rudit leo per mare ac terram